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Semplicemente Passivhaus

House on Windy Peak, Mníšek (CZ)
2
Set

House on Windy Peak, Mníšek (CZ)

I Monti Metalliferi da secoli rappresentano il confine geografico e politico tra la Sassonia e la Boemia e, dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale, tra la Germania e la Cecoslovacchia prima e la Cechia oggi. Su uno dei pendii del versante ceco della catena montuosa, a poco più di un chilometro dalla frontiera tedesca, sorge un’abitazione che offre una vista panoramica, unica nel suo genere, sul piccolo paese di Mníšek e sulle montagne circostanti. Per affrontare le condizioni climatiche del luogo riflesse dal vicino parco eolico, “House on a Windy Peak”, come è stata denominata i progettisti, ha abbracciato la filosofia dello standard Passivhaus che, grazie ai suoi principi, permette ora all’edificio di resistere ai freddi e ventosi inverni dell’area.

Rispecchiando la semplice ma efficace architettura del luogo, la casa si allinea all’asse stradale e si dispone su due piani con un tetto spiovente rivestito di tegole ceramiche, in contrasto con l’annesso garage caratterizzato invece da una copertura piana; quest’ultima, sporgendo da un lato, dà riparo a coloro che percorrono il vialetto di accesso fino alla porta di ingresso vetrata, la quale offre già un piccolo assaggio delle vedute sul paesaggio. Gli architetti dello studio Stempel & Tesař, quale loro tratto distintivo, hanno ideato volumi semplici e razionali che si addicono sia al severo territorio montano che alle richieste di compattezza dello standard di certificazione, sfruttando l’orientamento della proprietà nord-est/sud-ovest e cercando di ridurre al minimo la superficie disperdente, a causa della collocazione dell’immobile a 750 m sul livello del mare.

Tale descrizione potrebbe sembrare anacronistica quando, entrati nella residenza, ci si trova di fronte a un’ampia vetrata continua che si dispiega lungo tutto il lato sud, dal pavimento al soffitto. Anche in questo caso però sono le strategie passive a guidare i progettisti, creando ambienti giorno che si giovano dei guadagni solari invernali particolarmente importanti in questo clima; al contempo, come già accennato, il prospetto vetrato diventa una galleria di dipinti dedicati alla natura che cambiano continuamente con le ore del giorno, le stagioni e le condizioni atmosferiche. La corta stagione estiva ha invece ispirato il piccolo giardino d’inverno, una terrazza coperta nella parte centrale della facciata trasparente a cui si può accedere dal soggiorno o dalla sala da pranzo e che è resa sempre fruibile durante i periodi più caldi mediante l’apertura di una grande finestra scorrevole.

Al piano superiore mansardato, dove sono ospitate la zona notte con le tre camere la letto, si accede da una scala che, situata accanto al giardino d’inverno, sembra essere sospesa nel vuoto per la presenza della sola pedata in legno supportata da una leggera struttura metallica e da un parapetto fatto di rete. La contrapposizione tra il fronte di accesso all’abitazione chiuso e l’aperto prospetto vetrato viene ripreso anche nella differenza di trattamento delle superfici. Mentre all’interno si è preferito l’uso di materiali di colore chiaro, l’esterno dell’edificio è rivestito da assi di legno quasi nere, richiamo all’architettura vernacolare, la cui sfumatura originale assume questa tonalità grazie all’applicazione di uno specifico prodotto dalla pigmentazione rosso scuro e alla lavorazione della materia solo mediante riscaldamento.

Fotografie Filip Šlapal

→ l’articolo continua sul numero 32 di azero