azero – progettare e costruire edifici a energia quasi zero

20
Apr

Residenza unifamiliare, Volos (GR)

Separare per proteggere

All’interno dell’area di sviluppo urbano della città di Volo in Tessaglia su un lotto dall’orientamento abbastanza sfavorevole è stata costruita una residenza unifamiliare che ha trasformato le condizioni territoriali non ottimali e le richieste dei committenti – un edificio basso i cui spazi esterni abbracciassero una corte interna più privata – in qualità energetiche, raggiungendo i requisiti dello standard Passivhaus.

La sfida principale per i progettisti è stata infatti far interagire la necessità di riservatezza dei clienti con gli spazi abitativi e soprattutto con l’ambizioso traguardo energetico prefissato. Una prova importante per lo studio XG group of engineers che da anni disegna e costruisce edifici ad altissima prestazione energetica (non è infatti un caso che la prima casa passiva in Grecia sia stata realizzata proprio da loro) e che in questo specifico edificio ha cercato come primo obiettivo di ridurre le potenziali perdite energetiche e di adotattare una metodologia progettuale che escludesse fin da subito e completamente i ponti termici.

Allo stesso modo gli architetti hanno cercato di limitare le superfici esterne esposte agli agenti ambientali, incrementando al contempo i livelli di isolamento, tenendo ben in mente il rapporto costi benefici.

Il risutato è un’abitazione costituita da 4 corpi che sono strutturalmente e termicamente separati tra loro, anche se tangenti l’uno all’altro. In particolare, l’edificio principale dalla forma a L e disposto sui lati nord e ovest del lotto ospita tutte le stanze riscaldate e tutte gli spazi del vivere quotidiano; in questo volume trovano posto al pian terreno infatti la zona pranzo, la cucina e il salotto in un grande e unico open space, la camera padronale con il bagno privato e un secondo bagno, al piano superiore due camere e un ulteriore bagno e nel seminterrato tutte le installazioni impiantistiche e un laboratorio.

A sud-est, lato ombreggiato dai fabbricati adiacenti e quindi privo degli apporti solari necessari in periodo invernale, è stato posizionato il secondo corpo che accoglie il garage e un deposito/magazzino; accostato all’edificio residenziale, questo volume contribuisce a proteggere termicamente le superfici già isolate della casa. Sul lato ovest, il cui affaccio presenta il più alto potenziale di guadagno solare, è stato colocato un giardino d’inverno, un blocco interamente vetrato che, collegato direttamente alla cucina, funge da spazio ibrido per l’edificio (è un’area giorno aggiuntiva), accumula calore d’inverno e protegge la casa dal surriscaldamento in estate.

La vetrata è dotata di un sistema di ombreggiamento automatico esterno. Infine a nord ovest è stata progettata un’area semi aperta in prossimità dell’ingresso per proteggere l’entrata principale dagli agenti atmosferici.

I volumi sono dunque disposti geometricamente a formare una C che abbraccia sul tre lati il lotto, creando l’area verde privata richiesta dai committenti. La progettazione dell’edificio inoltre non ha previsto balconi per evitare il più possibile la formazione di ponti termici, anche se i volumi non solo perfettamente squadrati.

→ l’articolo continua sul numero 26 di azero

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