azero – progettare e costruire edifici a energia quasi zero

19
Apr

Complesso multiresidenziale in Vermont (USA)

Contenere i costi …

Costruire edifici passivi nel Vermont, stato della regione del New England confinante con il Canada, non è prassi quotidiana; certo, negli anni passati sono state realizzate diverse piccole abitazioni con questo standard, ma nessuno si era mai cimentato nella fabbricazione di edifici passivi commerciali o plurifamiliari e quasi nessuno in questa zona climatica del Nord America, caratterizzata da inverni rigidi ed estati fresche.

Fino a quando Cathedral Square, un’organizzazione senza scopo di lucro che gestisce diverse strutture residenziali per anziani nel nord dello stato, decise di realizzare un complesso abitativo di 30 appartamenti a canone sovvenzionato con spazi comuni, servizi e un parcheggio coperto a Milton, una vecchia cittadina che si sviluppa lungo un’arteria stradale di grande percorrenza a soli 15 minuti da Burlington, la città più popolosa del Vermont.

Affidandosi allo studio di progettazione Duncan Wisniewski Architecture con cui aveva già colloborato in passato, l’organizzazione non-profit ha affrontato la costruzione di un edificio passivo dopo aver avuto la garanzia dagli architetti che il complesso non sarebbe costato più di un edificio “tradizionale”.

Un’impresa all’inizio difficile da soddisfare, visto che le caratteristiche specifiche di una passive house solitamente richiedono un sforzo economico maggiore; tuttavia a favore dei progettisti hanno giocato un ruolo fondamentale tutti i fabbricati che, già edificati in passato da loro per Cathedral Square, si caratterizzavano per le ottime prestazioni energetiche, di molto superiori rispetto a quelle richieste dalla legge.

Anche la scelta della tecnologia costruttiva ha influenzato positivamente il raggiungimento degli obiettivi energetici; la tradizione edilizia del Vermont infatti avrebbe imposto l’adozione di un sistema platform frame il quale avrebbe permesso di rispettare il budget, ma i progettisti, sapendo che la migliore soluzione per incontrare gli standard passivi è costruire un volume compatto, hanno deciso di realizzare le unità abitative come “scatole di legno”, poste su un parcheggio fuori terra, una accanto all’altra e una sopra l’altra.

Elm Place, questo il nome del complesso residenziale, si sviluppa dunque su un terreno situato in un’area destinata a diventare il nuovo centro città di Milton, più denso e compatto dal punto di vista urbanistico di quello esistente e preferibilmente pedonale. Il lotto di progetto, lungo, stretto, dalla forma irregolare a seguire l’angolo della strada di accesso, con un orientamento non ottimale a causa dell’esposizione del lato corto a sud, ospita i 30 appartamenti secondo una disposizione in pianta e in alzato che si ispira volutamente a quella delle cattedrali.

È infatti un susseguirsi di unità abitative che, come il rincorrersi dei pilastri nelle navate, si distribuiscono planimetricamente sul lato maggiore del sito e che, come le facciate animate dalle sculture e dalle vetrate colorate, si caratterizzano per una serie di sporti e rientri dei volumi che muovono il prospetto dissimulandone la reale lunghezza.

Le aree comuni e i servizi, che occupano gli spazi corrispondenti al coro e all’altare delle cattedrali, sono ruotate e allineate al fronte minore del terreno, definendo così il prospetto sulla strada principale, un portico, una corte privata e un giardino.

FotografieCarolyn L. Bates

→ l’articolo continua sul numero 26 di azero

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