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Lunga vita alla villetta!

2
Dic

Lunga vita alla villetta!

I manufatti edilizi, molti dei quali adibiti a residenza, che vengono portati a nuova vita tramite ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche sono ormai diventati consuetudine. E non si tratta, ovviamente, solo di edifici di particolare pregio storico e/o artistico, ma anche di fabbricati che, strutturalmente ancora capaci di svolgere la funzione per cui erano stati costruiti, necessitano tuttavia di un aggiornamento della qualità e delle prestazioni di involucro e impianti, così come del comfort indoor. Proprio come la villetta oggetto di questo articolo. Risalente agli anni ‘70, dalle linee semplici e dalla geometria compatta, l’abitazione situata su di un lotto di 940 m2 e con una superficie utile di 234 m2, presentava aspetti positivi non sempre facilmente riscontrabili quando si tratta di ristrutturazione e/o riqualificazione: spazi di ampia metratura, un giardino di opportune dimensioni e una qualità costruttiva soddisfacente. Di contro, tuttavia, comfort indoor e consumi energetici decisamente insufficienti rispetto ai riferimenti attuali hanno spinto i committenti, una giovane coppia con 2 bambini, a optare per un ammodernamento delle prestazioni, affidandosi al raggiungimento dello standard CasaClima A (con la certificazione di un consumo energetico annuo per riscaldamento pari a 29 kWh/m2).

Il progetto architettonico
La casa si presenta strutturata su 3 piani, secondo una distribuzione che prevede un seminterrato destinato a servizi, un piano rialzato con i principali ambienti abitativi e un piano mansardato abitabile ma attualmente con funzione di ripostiglio. Non completamente libera su tutti i lati, per quanto di facile gestione poiché non rivelava geometrie complesse, tuttavia ha richiesto qualche attenzione in più su uno dei muri, parzialmente addossato a un’altra abitazione e tuttora condiviso con essa. Il progetto architettonico è partito da una ridefinizione generale degli spazi interni, concentrando gli interventi soprattutto al piano rialzato e prevedendo il rifacimento delle due rampe di scale esistenti che collegano il seminterrato ai piani superiori. Le aperture sono state quasi tutte ampliate, per garantire una migliore illuminazione naturale degli ambienti e aumentare gli apporti solari invernali, ma dotate di frangisole, per contrastare il surriscaldamento estivo. Quest’intervento sui fori finestra ha grandemente giovato anche all’estetica dell’edificio, soprattutto dall’interno, dando la possibilità di gestire le grandi vetrate come parte essenziale dell’arredamento. I grandi balconi aggettanti, che caratterizzavano l’edificio originale, sono stati eliminati nella versione nuova, così da annullare i ponti termici; al posto di essi, nell’angolo a est, è stata realizzata una struttura in calcestruzzo armato e acciaio con pavimentazione in legno termotrattato, completamente indipendente e disgiunta dalla casa, che assolve la doppia funzione di ballatoio d’ingresso e porticato ombreggiante nonché come prolungamento esterno – terrazza – dello spazio cucina. Infine, l’ultima azione di distacco dal progetto architettonico originale è stata effettuata eliminando le due logge esistenti nella facciata sud-est al fine sia di guadagnare superficie utile al piano rialzato, sia per migliorare il rapporto superficie/volume del fabbricato e semplificare così i lavori di coibentazione termica.

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Foto credits Alessandro Milani

⇒ l’approfondimento continua sul numero 33 di azero