azero – progettare e costruire edifici a energia quasi zero

R951 Residence
18
Ott

Edifici residenziali a New York (USA)

Da alcuni anni New York, e in particolare il quartiere di Brooklyn, si stanno rivelando una vera e propria fucina di progettazione di fabbricati a bassissimo consumo energetico, siano essi nuove edificazioni o riqualificazioni. Uno di questi edifici è il residence R-951 che deve il suo nome a due delle caratteristiche che lo contraddistinguono, la resistenza termica e la resilienza, e al numero civico del lotto su cui sorge, il 951 di Pacific Street. L’immobile ospita tre unità abitative ed è stato pensato per resistere alle avverse situazioni climatiche, o a mutate condizioni energetiche, e per raggiungere valori di resistenza termica di molto inferiori a quanto richiesto dalla normativa della Città e dello Stato.

montaggio delle tre unità abitative

in un montaggio, le tre unità abitative

Oltre a ciò, R-951 è diventato un modello costruttivo ripetibile per edifici passivi o net Zero Energy nel distretto di Brooklyn poiché la tipologia del fabbricato, una casa a schiera che riempie un vuoto urbano, è molto comune nell’area e i dettagli di progetto sono stati migliorati e ottimizzati a partire da particolari standard e tecniche costruttive assodate. Tutte le idee sono state condivise con la comunità del quartiere newyorkese e con gli allievi della Parsons School of Design, i cui studi hanno fornito dati importanti sulla resilienza degli edifici passivi in condizioni atmosferiche avverse. Durante l’intera costruzione il cantiere è stato aperto a chiunque volesse visitarlo – progettisti, appaltatori e in generale al pubblico – descrivendo le tecniche realizzative, smitizzando il processo di edificazione di un fabbricato passivo e condividendo le esperienze maturate durante la fase di ideazione per incoraggiare la fabbricazione di altri edifici nZEB.

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Oltre alla messa a punto delle misure di efficienza energetica del complesso abitativo mediante il software del Passive House PHPP, la squadra di progettazione ha implementato il design con strategie efficaci che potranno essere utilizzate in futuro in altre abitazioni a bassissimo consumo di energia. Grazie alle strategie progettuali adottate, l’edificio è stato certificato dalla Passive House Academy US e Net Zero da NYSERDA (New York State Energy Research and Development Authority); quest’ultima valutazione ha permesso al piccolo condominio di beneficiare dei bonus locali di Green Zoning e di aumentare la metratura abitativa dell’8%, pari a 350 ft2 (ca. 32 m2), una superficie importante soprattutto a New York, che implica un incremento dei metri quadri vendibili. R-951 soddisfa anche gli obiettivi annunciati dal sindaco Bill de Blasio, 80 by 2050, di riduzione delle emissioni di carbonio dell’80% entro il 2050 a NYC e potrà oltrepassare gli obiettivi del New York City Carbon Challenge di oltre il 60%.

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Le tre unità abitative del complesso, ospitate su un lotto stretto e lungo in un volume compatto, alto quattro piani, dotato di un seminterrato e di un grande spazio verde sul fronte secondario, sono suddivise come segue: il primo appartamento, a cui si accede dal giardino retrostante, occupa il piano terra e parte dell’area interrata (la restante è a uso comune), la seconda abitazione si colloca al primo piano con un livello soppalcato per la zona notte, mentre l’ultima si sviluppa nei due successivi livelli.

l'interno dell'appartamento soppalcato

l’interno dell’appartamento soppalcato

Gli appartamenti hanno la configurazione tipica dei loft, aperta e con alti soffitti, gli interni sono luminosi, nonostante la forma molto allungata della pianta, e sono connessi visivamente e fisicamente agli spazi esterni, sia sul fronte principale sia sul retro del fabbricato, grazie al giardino, accessibile solamente dall’unità al piano terra, e ai balconi, resi possibili grazie al bonus superficie.

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Le ampie aperture vetrate a sud sul prospetto principale, necessarie per gli apporti solari gratuiti nel rigido clima invernale della città, sono dotate di schermature regolabili manualmente da parte degli inquilini che quindi possono massimizzare la radiazione in inverno, ombreggiando invece le finestre durante i periodi più caldi. (…)

→ l’articolo continua nel numero 20 di azero

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