azero – progettare e costruire edifici a energia quasi zero

5
Lug

Pareti in balle di paglia e legno per edifici nZEB

L’edificio a energia quasi zero, oltre ad avere la capacità di gestirsi con pochissima energia, ha il pregio di necessitare di una progettualità che sappia sviluppare al meglio tutti i componenti edilizi e gli elementi tecnici. Se, come nel nostro caso, l’edificio nZEB si decide di realizzarlo con materiali derivanti da eccedenze agricole, ballette di paglia, canapa, calce, allora la necessità di stabilire e controllare deteriorabilità e manutenzione del materiale stesso diventa fondamentale.
Non è più sufficiente un approccio di analisi e progetto derivante dai più conosciuti protocolli Passivhaus a garantirne stabilità e salubrità nel tempo. È necessario, invece, un approccio scientifico che sappia controllare il funzionamento dei pacchetti, del sistema edificio e, successivamente, edificio-impianto con simulazioni in regime dinamico, dal controllo della migrazione del vapore al controllo energetico, alla simulazione dell’impianto.

Definizione delle necessità progettuali
L’organizzazione iniziale del lavoro ha stabilito come meglio affrontare il percorso progettuale. In questo articolo analizzeremo solamente l’approccio di definizione e verifica dei pacchetti dell’involucro termico dell’edificio. Valutando quali potevano essere le problematiche a cui dare risposta, si è deciso di iniziare da un primo metodo empirico, dove l’esperienza professionale e il confronto con differenti competenze stabilisse alcuni criteri base da cui partire per la definizione dei pacchetti costruttivi.
Linee guida empiriche:
• analisi delle differenti tipologie costruttive tipiche della struttura in legno e paglia e valutazione della necessità di studiare un sistema costruttivo differente che tenesse conto delle necessità progettuali successivamente elencate;
• ricerca della massima continuità costruttiva dei materiali, sia in verticale sia in orizzontale, utile a garantire una settorialità dei componenti, necessaria a valutarne il corretto e uniforme funzionamento reale;
• studio di tutti gli agganci per la riduzione massima dei ponti termici costruttivi così da poter migliorare la stabilità del sistema;
• ricerca della massima continuità del flusso termico dell’involucro, da mantenere costante e adiabatico, per minimizzare (soprattutto nel pacchetto ballette di paglia) le condizioni di salto termico giornaliero che potrebbero creare situazioni poco controllabili in termini di gestione del funzionamento termoigrometrico del sistema involucro.

Definito l’approccio empirico, si è iniziata l’intera progettazione dell’edificio e dei pacchetti costruttivi. La valutazione primaria dell’indagine termofisica e di trasmigrazione del vapore, relativa ai componenti opachi, è stata affrontata in maniera estremamente scientifica proprio come indispensabile punto di partenza…

⇒ l’approfondimento continua sul numero 19 di azero

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