azero - progettare e costruire edifici a energia quasi zero

agriturismo toscana
7
Apr

Agriturismo in Toscana

Il trend della Toscana – e in particolare della Maremma – verso uno sviluppo sostenibile ha supportato la filosofia che ha portato alla realizzazione di questa nuova struttura ricettiva. L’edificio si trova nel Comune di Manciano, a due passi dalle Terme di Saturnia e, con la sua collocazione sulla sommità di una collina, gode di una vista a 360° della bassa Maremma.

L’obiettivo è stato quello di coniugare l’autenticità del luogo, inteso come cultura e tradizioni, con un elevato livello di benessere da offrire agli ospiti in termini di comfort ambientale. La realizzazione è stata possibile grazie alla demolizione di un vecchio fabbricato e al trasferimento di cubatura, all’interno della stessa proprietà, rispettando anche le indicazioni normative riguardo tipo edilizio e materiali.

Il team di progettisti coinvolto, che da anni collabora con l’Agenzia CasaClima di Bolzano, ha ritenuto opportuno certificare l’agriturismo, il primo in Toscana, come CasaClima Welcome, rispettando un protocollo volontario ideato per la certificazione di strutture ricettive come questa. È stata così realizzata una costruzione energeticamente efficiente (classe A+ della certificazione nazionale) attenta all’integrazione con il luogo, con impianti in grado di garantire bassi consumi e una pensilina fotovoltaica che copre larga parte del fabbisogno elettrico. Attenzioni che si sposano anche con i principi del chilometro zero per quanto riguarda gestione e ristorazione.

L’intento primario dei progettisti è stato quello di costruire un edificio energeticamente efficiente nel rispetto del contesto, dei colori e delle finiture tipicamente locali. La pianta ricorda una croce latina, che si prolunga nella piscina, lunga 17 metri e accessibile da una scenografica scalinata.

La struttura, antisismica, è in calcestruzzo armato con tamponature in blocchi di termolaterizio rettificato; l’isolamento è costituito da un cappotto in EPS additivato con grafite il cui spessore varia, a seconda dei nodi costruttivi, dai 10 ai 20 cm. Particolare attenzione è stata posta nella risoluzione dei ponti termici, anche quelli puntuali, al fine di evitare perdite energetiche che avrebbero inficiato il raggiungimento della certificazione e il comfort degli occupanti.

Altrettanta attenzione è stata riservata alla tenuta all’aria; due i test effettuati, uno al grezzo con i serramenti montati e uno a edificio finito che ha registrato un valore n50 di 0,68/h. La finitura esterna è giocata su due tipi di texture: intonaco con il colore tipico della zona e pietra ricostruita. Per quest’ultima, con la ditta fornitrice, è stato fatto un lavoro ad hoc ricostruendo, tramite campioni prelevati in loco, la polvere di sasso per realizzare la colorazione tipica della pietra locale. (…)

→ l’articolo continua nel numero 22 di azero

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