azero – progettare e costruire nZEB

Opificio Golinelli

L’area di intervento si trova alla periferia ovest di Bologna, all’interno del complesso industriale delle ex Fonderie Sabiem. Fondazione Golinelli opera per la crescita culturale e responsabile dei giovani in tutti i campi del sapere. Uno degli scopi più importanti è quello di fornire ai futuri cittadini del domani indirizzi e strumenti che consentano di crescere in modo innovativo e competitivo, in un mondo sempre più globalizzato, complesso, multiculturale e imprevedibile.
La finalità del progetto è educare alla componente scientifica dell’arte e all’intuizione artistica della scienza, esaltandone le assonanze in un’ottica di implementazione del pensiero creativo. L’Opificio è pensato come metafora della città, in cui tutte le attività assumono la forma di contenitori ideali, icone di edifici simbolo del nostro tessuto urbano come il Municipio, la Scuola e il Cantiere; infine lo spazio pubblico atto ad accogliere attività polifunzionali, supporto di socialità in cui si posizionano i servizi comuni. Si realizza dunque un’architettura dalla dimensione intima, legata allo studio e al lavoro che si svolge all’interno dei contenitori ideali, e relazionale collocata sulle connessioni tra le attività. Questo carattere di apertura ha portato a progettare lo spazio come un “esterno locale”, riqualificando un edificio industriale esistente che si contestualizza, e un “interno globale”, interconnesso con il mondo attraverso modalità di lavoro open.
Si tratta di un progetto di rigenerazione urbana del patrimonio industriale esistente, prima abbandonato, ristrutturato con adeguamento sismico alla classe d’uso 3 (scuole) ed energetico classe A. L’edificio ha bisogno di poca energia per funzionare, questo perché è stato previsto un buon isolamento dell’involucro e perché è stato approfondito il controllo solare in modo da sfruttare al meglio il sole, evitando l’irraggiamento diretto delle parti vetrate nei mesi estivi e permettendo l’apporto di calore nei soli mesi invernali. In un fabbricato che richiede poca energia diventa possibile prevedere soluzioni impiantistiche semplificate, con risparmi di costi e manutenzioni. Il know-how quindi piuttosto che l’high-tech.


Ubicazione: Bologna
Progettisti: arch.tti Simone Gheduzzi, Nicola Rimondi, Gabriele Sorichetti – diverserighestudio
Strutture: Lanfranco Laghi – Studio Zambonini
Impianti termici: Studio Palerma
Impianti elettrici: Airis, acustica e ambiente
Foto: Giovanni Bortolani