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Botel 2.0-0

Botel 2.0-0 nasce da un’idea di approccio turistico in “punta di piedi”: avvicinarsi ai territori ad alta sensibilità paesaggistico-ambientale in modo consapevole, ponendo come obiettivo principale la loro sostenibilità, declinata dal punto di vista paesaggistico, ambientale e sociale.
L’elementare composizione volumetrica ne semplifica, in questo caso, la lettura e la sua collocazione tra le darsene esistenti ne ripropone l’essenziale articolazione. I materiali utilizzati sono pochi e presentano colorazioni naturali. Si è posta, a questo proposito, particolare attenzione al life cycle assessment (LCA), ottenendo risultati soddisfacenti ma perfettibili.
L’unità è off-grid a ciclo chiuso, ovvero non ha emissioni né in atmosfera né in acqua; è realizzabile ovunque e l’approccio progettuale ha voluto estremizzare il concetto di sostenibilità fino alla teorizzazione della totale reversibilità, uno dei motivi per cui è stato deciso di posizionarla in acqua (il principio di Archimede parla di “liquido spostato” a fronte di una sollecitazione, rimossa la sollecitazione il liquido ritorna naturalmente in quiete).
Per l’utilizzatore della struttura, l’approccio “in punta di piedi” di cui si parla all’inizio vuol dire “addentrarsi” in un tessuto sociale consolidato, con la consapevolezza di doverlo abbandonare entro poco tempo, senza lasciare impronte (né ecologiche, né sociali). Per una struttura alberghiera come il Botel questo vuol dire entrare nel tessuto economico-sociale minimizzando gli impatti sugli equilibri consolidati.
In coordinamento con le attività di ristorazione locali, è prevista anche la realizzazione di un Ristorante Diffuso (Bando Asset-Valceresio).


Ubicazione: Porto Ceresio (VA)
Progettisti: geom. Gaetano Gucciardo, geom. Roberta Turra – studio Il Laboratorio