azero – progettare e costruire nZEB

Polizia d’esempio

Sede della Polizia di Bruxelles Ovest, Molenbeek-Saint-Jean (B)
2
Dic

Sede della Polizia di Bruxelles Ovest, Molenbeek-Saint-Jean (B)

Già dal 2015 a Bruxelles e nella regione di Bruxelles Capitale gli edifici di nuova costruzione e da ristrutturare devono essere realizzati in standard passivo e, ovviamente, a questa normativa non si è sottratta nemmeno la nuova Stazione di Polizia di Molenbeek Ovest, che è anche stata riconosciuta come BÂTiment Exemplaire – BATEX nella competizione annuale che, promossa da Bruxelles Environnement – IBGE, Institut Bruxellois pour la Gestion de l’Environnement, premia edifici esemplari per le loro prestazioni energetiche. La struttura nasce dunque per essere a bassissima richiesta di energia, ma nel corso dell’elaborazione del progetto è diventata nZEB in virtù dell’approccio degli architetti basato su una “triade energetica” che è consistita nella riduzione dei consumi, nell’impiego di fonti energetiche rinnovabili e nell’utilizzo, minimo ma efficiente, dei combustibili fossili.

Con una sede che è conforme ai requisiti passivi – isolamento spinto, tripli vetri, ventilazione meccanica controllata con recuperatore di calore, caldaia a condensazione supportata dal collettori termici, protezione solare strutturale e ventilazione naturale notturna – la polizia di Bruxelles Ovest apre dunque le porte al futuro. Vediamo come. Il fabbricato si colloca su un lotto vuoto all’incrocio di due strade in un quartiere dalle destinazioni d’uso differenti e differenziate per la presenza di residenze, una scuola e un’area sportiva con uno stadio di calcio e una piscina olimpica, un’area calma e tranquilla che talvolta ospita eventi molto importanti. Dovendo integrarsi nel paesaggio costruito e mostrare un’immagine che dialoga con l’ambiente adiacente pur incarnando la figura forte dell’autorità pubblica, l’immobile si pone in secondo piano rispetto alle architetture circostanti con una configurazione che, compatta ma articolata, combina attentamente un orientamento ottimale rispetto al sole e una buona penetrazione della luce diurna.

Nelle prime fasi di progetto sul sito di forma trapezoidale è stata posizionata tutta la cubatura possibile, modellata in seguito per sottrazione e riallocazione della volumetria su un impianto planimetrico a L. L’edificio plasma la sua identità riflettendo i servizi assicurati dalla polizia grazie alle dimensioni e alle proporzioni ragionevoli e a una parete strutturale in legno sul fronte principale che, pensata per gestire gli apporti di calore e luce, è diventata il punto di riferimento simbolico del fabbricato, quale transizione tra lo spazio pubblico esterno e quello privato interno. L’aspetto organizzativo è stato risolto adottando una pianta libera dagli spazi fluidi e luminosi così da poter provvedere a una flessibilità a lungo termine. Questo criterio di adattabilità è stato rafforzato dalla creazione di un patio centrale che incrementa la quantità e la qualità della luce naturale all’interno, oltre a generare una connessione visiva, e di controllo, tra lavoratori e visitatori.

Fotografie Julien Forthomme

→ l’articolo continua sul numero 33 di azero