azero – progettare e costruire edifici a energia quasi zero

riqualificazione farmacia
15
Mar

Riqualificazione in chiave nZEB di un’attività commerciale in Irlanda

Dall’introduzione dello standard passivo in Irlanda il numero degli edifici residenziali certificati secondo questo protocollo è cresciuto costantemente; questo trend tuttavia non si riscontra nella realizzazione di immobili di differente destinazione d’uso, in particolare per quelli commerciali.

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Non c’è dunque da meravigliarsi se, dopo 10 anni dalla prima casa passiva irlandese, la Quirke’s Pharmacy sia solo il terzo fabbricato non residenziale a essere certificato dalla Passive House Association of Ireland, pur essendo molti i progetti ad aver intrapreso questo cammino.

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Nel caso specifico i committenti, volendo informarsi sui lavori necessari per trasformare lo stabile della loro attività in un edificio a bassissimo consumo energetico e realizzare un appartamento dalle ampie dimensioni, sempre passivo, al di sopra della farmacia, hanno contattato lo studio The Passivhaus Architecture Company, che per loro aveva già realizzato un’addizione abitativa. Tutto questo non solo per risparmiare energia ma anche per dare nuova vita alla città di Clonmel che, come molte realtà irlandesi, negli ultimi anni ha sofferto dello svuotamento del centro storico a favore di una periferia sempre più congestionata e dipendente dai mezzi di trasporto.

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La progettazione della riqualificazione è apparsa fin da subito un’operazione tecnicamente complessa, innanzi tutto per la natura del sito di progetto, posto sulla strada principale di questa grande cittadina, protetta dalle Comeragh Mountains e sviluppata sulle rive del fiume Suir. L’area, infatti, fiancheggiata su un lato da un edificio di tre piani risalente al XVIII secolo e dall’altro da un fabbricato commerciale del 1960, non ha un accesso posteriore e pertanto tutte le operazioni necessarie alla riqualificazione si sono svolte lungo la trafficata strada principale; oltre all’accesso limitato, l’intero fronte stradale era, ed è tuttora, sotto tutela come patrimonio culturale, cosicché la progettazione della facciata ha dovuto rispettare le altezze degli edifici circostanti e mantenere la medesima tipologia dei rivestimenti dei prospetti adiacenti.

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Inoltre, durante le fasi di scavo, sono stati trovati i resti murari della seconda “casa di riunioni” dei Quaccheri in Irlanda, mura che ora segnano il confine posteriore dell’area e che hanno richiesto la presenza di un archeologo sul sito durante le fasi di scavo e di demolizione. (…)

⇒ l’articolo completo è stato pubblicato sul numero 18 di azero (vai all’indice)

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